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Italo
Calvino, l'autore del Visconte dimezzato, ci propone una storia che per
molti aspetti ha le caratteristiche di una fiaba un po' particolare.
La storia inizia con la guerra contro i Turchi, alla quale partecipano un
giovane visconte di nome Medardo e il suo scudiero Curzio. |
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Quel che
succede nel primo capitolo non è molto chiaro, ma si capisce che la
situazione è tragica.
Dopo i primi scontri, i campi di battaglia sono stracolmi di soldati
moribondi, di escrementi di cavalli e di mosche.
Medardo, un nobile ligure, non conosce l'arte della guerra, ed è per
questo che spesso chiede consiglio al suo scudiero, che fortunatamente ha
vissuto esperienze che gli hanno insegnato molte cose ed è pronto ad
intervenire in qualsiasi momento.
Medardo non osa parlare per paura di sbagliare, ma continua ad informarsi
su molti particolari, per come comportarsi, chiedendo, di volta in volta,
consiglio al suo scudiero.
Entrando nell'accampamento il nobile scorge molte donne dall'aspetto un
po' troppo disinvolto che si esprimono con un linguaggio poco
signorile:Medardo le osserva incuriosito.
Nel campo di guerra però mancano già le munizioni e tutti sono sempre
armati per affrontare rapidamente il nemico. Il Visconte , in alcuni
momenti, sembra preoccupato per ciò che l'avvenire gli potrà offrire, in
altri appare estraneo a tutto ciò che intorno a lui sta accadendo.
Per tutto questo, il personaggio di Medardo appare subito e forse, a
volte, imprevedibile.
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