Il teatro nel tempo
Il teatro greco
Il teatro romano
Il teatro elisabettiano
Dal teatro elisabettiano ai nostri giorni
  William Shakespeare
Le opere
gli alunni della 2A
della Scuola media Roccafluvione

 

William Shakespeare

 

1564= Shakespeare nasce nell’aprile del 1564 da una famiglia cattolica.

1576= William ha un’infanzia felice; il padre appartiene alla borghesia e conquista un ruolo determinante, nella società del tempo (è guantaio). Quando Shakespeare ha dodici anni, la fortuna del padre volge al peggio, probabilmente per ragioni politiche (è, infatti, cattolico e la politica della regina Elisabetta I favorisce i protestanti anglicani). La madre Mary discende da un’antica famiglia di possidenti.

1582=  A diciotto anni il drammaturgo sposa Anne Hathaway,  otto anni più anziana di lui e da lei ha una figlia e due gemelli.

1584= Si trasferisce a Londra in cerca di fortuna e lavora come attore in diverse compagnie teatrali.

1592= Shakespeare è ormai un drammaturgo affermato, è autore, attore e impresario. Due anni più tardi i teatri restano chiusi a causa di un’epidemia di peste. Allora egli torna a Stratford e si dedica alla composizione dei poemi “Venere e Adone”, “Il ratto di Lucrezia”.

1594= Intanto il drammaturgo Robert Greene, suo rivale, lo accusa ingiustamente di arrivismo e di scarsa genialità. Quando i teatri riaprono, Shakespeare ritorna a Londra; diventa sempre più ricco e famoso, è anche un ottimo amministratore dei King’s men e cooproprietario del nuovo teatro “The Globe”.

1611= E’ l’anno in cui va in scena il suo ultimo capolavoro “La tempesta”.Torna a Stratford.

1616= Qui vive come un ricco gentiluomo di campagna. Muore il 23 Aprile 1616.

 

 

 

IL teatro nel tempo

Perché studiare il teatro?

Il teatro è uno degli strumenti più antichi di comunicazione per esprimere pensieri, comunicare emozioni, per raffigurare la vita nei suoi molteplici aspetti. Le più antiche forme teatrali hanno un carattere magico e propiziatorio: sono cerimonie per salutare l’avvento della primavera o per invocare la pioggia o un buon raccolto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il teatro greco

 

Il teatro vero e proprio nasce in Grecia a partire dal V sec. All’origine basta allo spettacolo un semplice spazio circolare, solo nel secolo seguente si costruisce in pietra il teatro di Dionisio (dio del vino e dell’ebbrezza felice), che è realizzato verso il 330 a.C.
Sul tipo del teatro ateniese sono costruiti tutti gli altri teatri greci. Anche in Italia ne abbiamo resti, più o meno ben conservati, a Siracusa, Taormina, Segesta.
Normalmente il teatro (teatron, cioè luogo per guardare) è di forma semicircolare e si appoggia al declivio di un colle. Esso risulta composto da tre parti: la scena per gli attori, l’ orchestra per le danze del coro, il koilon per gli spettatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Il teatro romano

I teatri romani sono simili a quelli greci e sono molto diffusi in tutto l’impero; all’inizio sono costituiti da semplici palchi di legno, in seguito sono costruiti in muratura. Il primo teatro edificato più solidamente è voluto da Pompeo nel Campo Marzio. L’area riservata agli spettatori è divisa in settori. Nella parte posteriore si aprono da tre a cinque porte.

 

 

 

 

 

 

 

Il teatro medievale

 

Nel Medioevo si afferma il dramma liturgico.
 I luoghi dove generalmente avvengono gli spettacoli sono i monasteri benedettini. Solo intorno all’anno 1000 il dramma religioso viene rappresentato all’interno delle chiese e nel 1200 sui sagrati. I temi sono tratti da episodi biblici: il miracolo della resurrezione di
Lazzaro, la visita delle tre Marie alla tomba, la Pasqua.
 La rappresentazione all’interno della chiesa si svolge in diversi luoghi chiamati sedes, loci o mansions che all’inizio sono probabilmente semplici palchetti con tendaggi e gli attori recitano spostandosi da uno luogo all’altro per seguire lo svolgimento della vicenda. Nel tardo Medioevo si diffonde la pratica di rappresentare fuori dalle chiese i drammi religiosi.

 

 

 

 

 

 

 IL TEATRO ELISABETTIANO

Nel XVI secolo il regno di Elisabetta è  caratterizzato da una grande  vivacità artistica e culturale. In Inghilterra la tradizione teatrale ha origine nel Medio Evo, ma solo nel periodo elisabettiano si diffonde una forma di spettacolo paragonabile a quello drammatico moderno. Alla periferia di Londra si  costruiscono i primi teatri: sono edifici a pianta circolare o, più raramente, ottagonale e quadrata chiusi da pareti su cui corrono tutt’intorno delle balconate: da qui nobili e borghesi seguono lo spettacolo. Il palcoscenico è al centro dello spazio circolare e ogni teatro può contenere fino a duemila persone. La bravura degli attori è testimoniata da numerose cronache del tempo. In effetti, essi devono essere dotati di grande capacità espressiva. Moltissimi sono gli autori che scrivono per il pubblico di Londra: William Shakespeare è il più importante. La scenografia è piuttosto spoglia e non raffigura un particolare ambiente, quindi spetta agli attori il compito di definire il tempo e il luogo in cui si immagina che avvengano le vicende narrate. Gli attori sono tutti uomini e ai giovani sono affidati i ruoli femminili. La mancanza di apparato scenico dà grande importanza alla parola e costringe il pubblico ad un’attenzione particolare. Tra il XVI e il XVII secolo il popolo inglese dimostra uno straordinario interesse. Nascono e si sviluppano scuole tese a recuperare la tradizione classica  da una parte e quella nazionale dall’altra. I temi trattati sono sia tradizionali sia di attualità.

 

 

 

Dal teatro elisabettiano ai giorni nostri

 

Nel XVIII secolo per il teatro vi è un’ attenzione sempre maggiore da parte dall’ autorità civile. Nel XIX troviamo un repertorio nuovo o rinnovato, un aumento notevole della professionalità degli attori, con l’ introduzione di un direttore di scena. Si crea una netta separazione tra la scena illuminata e la sala avvolta nell’ oscurità, favorendo la concentrazione e l’ attenzione degli spettatori. Nel Novecento il palcoscenico viene munito di forme mobili e di montacarichi per permettere rapidi mutamenti di scenografia. Si rivoluziona il concetto di spazio teatrale dimostrando che è possibile dar vita allo spettacolo anche al di fuori degli edifici. La rappresentazione può avvenire in mezzo alla folla, in uno stadio come in un teatro tradizionale.

 

 

 

Le opere

 

Le opere di Shakespeare si dividono in quattro fasi ed ognuna di esse  ha alcune caratteristiche che la distinguono dalle altre. Le opere che prevalgono sono di carattere storico intervallate da commedie che sembrano fiabe. I primi testi teatrali sono di argomento storico e ripercorrono le vicende dei Re inglesi degli ultimi due secoli. Tra le opere di carattere storico troviamo Enrico V, Riccardo III, Giulio Cesare, Amleto, Antonio e Cleopatra, Pericle e il principe Tiro. L’ ultima fase è considerata quella dei cosiddetti romances, o drammi romanzeschi. In essi c’è il gusto per il magico e il favoloso; l’ambientazione è esotica e fantastica.

LA TEMPESTA  è il capolavoro di questo periodo (1611 /1612). Shakespeare qui mostra una maggiore serenità e rassegnazione di fronte alle debolezze umane e alle conseguenze del caso nella nostra vita.

Nel 1595/96 (prima fase) il drammaturgo scrive SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE  in cui appaiono già spunti magici che nascondono una sottile vena tragica: la barbara legge di Atene che permette ai padri di condannare a morte le figlie; la storia del giovane paggio orfano e rapito dalle fate; la fragilità dell’amicizia umana e dell’amore, che solo un fiore (dell’amore nell’ozio) può distruggere o far rinascere.

 

 

 
         

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