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LETTURA
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La Tempesta |
classe 5
Scuola Elementare Roccafluvione |
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"La Tempesta", scritta
nell'ultimo periodo del-l'attività artistica di Shakespeare, quello che va
dal 1608 al 1612, è ambientata in Italia, in un'isola non ben
definita del Mar Mediterraneo. L'Italia che compare è un'entità
storico-geografica dagli incerti confini, un paese lontano e spesso
favoloso, da cui si può partire per mondi ancora più remoti.
La vicenda della Tempesta si svolge preva-lentemente all'APERTO, in
un'isola disabitata, dal paesaggio incantevole : spiagge e rocce a picco
sul mare, boschi, grandi alberi, prati verdi, fiori, animali ed uccelli
selvatici.
La colonna sonora è data dal suono dei venti e dalla musica del mare.
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Come in tutte le opere di Shaskepeare
i motivi fondamentali sono tre:
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L'AMORE
L'amore non è soltanto quello tra un uomo e una donna, ma è anche quello
verso i figli.
IL POTERE , o meglio IL GIOCO DEL POTERE, è qui interpretato come utopia,
cioè desiderio di convivenza pacifica.
La MAGIA con la presenza di streghe, spiriti e folletti, non
serve solo a creare un'atmosfera fiabesca, ma è un segno del desiderio
dell'uomo rinascimentale di scoprire la natura, di capirne le leggi, di
controllarla.
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Altri
momenti della storia si svolgono nella GROTTA che Prospero definisce "una
sorta di cella scavata nella roccia, divisa in vari appartamenti", tra cui
il suo studio che presenta ai suoi antichi nemici come "povera grotta con
poche comodità".
L'isola incantata sarà poi per sempre dei primitivi abitatori: Calibano e
Ariele:
Il genietto ormai libero, potrà vagare a suo piacimento nell'aria come "un
uccello selvaggio", si poserà sotto i verdi alberi, tra i gustosi frutti e
i fiori profumati come canta nella canzoncina finale.
Altri luoghi nominati sono Milano e Napoli, e sono luoghi di riferimento
storico-geografico. |
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L'isola incantata...
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... l'isola che non c'è
Edoardo Bennato
Seconda
stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta all'isola che non c'è.
Forse questo ti sembrerà un strano,
ma la ragione ti ha un po' preso la mano.
Ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un'isola che non c'è.
E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa:
non può esistere nella realtà!
Son d'accordo con voi,
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri,
e se non c'è mai la guerra,
forse è proprio l'isola che non c'è
... che non c'è.
E non è un'invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te.
Son d'accordo con voi,
niente ladri e gendarmi,
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza,
né soldati, né armi,
forse è proprio l'isola che non c'è
... che non c'è.
Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perché
quella è l'isola che non c'è!
E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!
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Ma Shakespeare conosceva l'Italia?
Nel
1593/94, il teatro inglese attraversò un periodo di crisi a causa di
un'epidemia di peste. Pare che allora Shakespeare abbia compiuto un
viaggio in Italia, ma non ne abbiamo la certezza.
Quasi sicuramente conosceva oltre al francese anche l'italiano e le Vite
di Plutarco, le novelle di Boccaccio, Machiavelli e i trattati d'amore del
500', opere da cui ha preso spunto per le sue storie.
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IL TEMPO
Il tempo non è
ben precisato, ma possiamo dire
che sia il periodo delle Signorie e dei Principati,
quindi la vicenda di questo racconto si svolge in
un'epoca contemporanea a quella in cui è vissuto
Shakespeare. |
i
i nostri libricini... |
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La mia tempesta
C'erano una volta quattro isole: Pace, Guerra, Intolleranza Razziale
e Amore. L'isola della Pace era la meno abitata, infatti gli unici
abitanti erano Prospero, un vecchio mago e la figlia Miranda. Le altre
isole erano stracolme di gente tranne quella dell'Amore perché era abitata
dal Re di Napoli, Ferdinando (suo figlio) e Antonio, il fratello di
Prospero. Tra queste isole c'era stata sempre una guerra "fredda", finché
un giorno l'isola della Guerra, che ormai era diventata molto potente,
mandò delle navi da guerra a controllare l'isola della Pace,
Prospero le vide, ma non le attaccò.
L'isola dell'Amore, essendo molto pacifica come quella della Pace, decise
di unirsi a quell'isola e i due giovani Miranda e Ferdinando si
innamorarono a prima vista e intanto Prospero con la sua magia riuscì a
costruire un ponte che unisse le due isole.
Nel frattempo l'isola dell'Intolleranza Razziale aveva costruito delle
mura intorno all'isola e il Re di Napoli, con grande sorpresa del figlio
si "alleò" con quell'isola e Antonio con quella della Guerra.
Prospero essendo molto pacifico cercò di riconciliare le altre isole , ma
non ci riuscì. Fra l'isola della Guerra e quella dell'Intolleranza
Razziale si era formato un margine ben predefinito e ormai le speranze di
mantenere la pace erano finite. La guerra iniziò dopo anni e anni di sola
guerra "fredda" e i morti furono innumerevoli. Il Re di Napoli e Antonio
con molto timore tornarono con una zattera sull'isola della pace.
Ferdinando, deluso da quello che aveva fatto il padre, era in
collera e per la prima volta Ferdinando e il padre litigarono, ma Prospero
riuscì a riappacificarli. Antonio, intanto, pensando di farla franca si
nascose, ma Prospero lo ritrovò subito e gli chiese perché aveva fatto
quello e Antonio gli rispose che lui era troppo accecato alla vista della
ricchezza e Prospero lo perdonò. Tutti insieme si misero a riflettere su
come potessero fermare la guerra e Prospero decise di scatenare una
tempesta e riuscì a fermarli. Le due isole si accorsero di quello che
avevano fatto e firmarono un trattato di pace eterna.
Simone Pezzini classe 5^
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